LA DIMENSIONE UMANA NEL FITNESS
- Massimo Mannarelli
- 26 giu 2015
- Tempo di lettura: 4 min

Viviamo in ambienti urbani all'interno dei quali spesso e volentieri si conduce una vita sedentaria con le relative conseguenze che essa comporta sul nostro stato di salute. L'uomo è nato per muoversi, ogni suo gesto perfino quello di pensare genera un movimento, camminare è andare incontro e non raggiungere un luogo determinato, ogni passo diviene piena consapevolezza dell'attuale e il luogo stesso è qui dove siamo. Nella società moderna il male che affligge l'uomo è lo stress, quando chiesero al Dalai Lama cosa era la cosa che lo sorprendesse di più dell'umanità rispose: “Gli uomini perdono la salute per guadagnare soldi, poi rispendono i soldi per riavere la salute”. Siamo sempre tutti di corsa ma nessuno corre veramente, il nostro vivere è fissato sull'obiettivo, sulla sfida; nell'antichità ma anche nel medioevo i corridori costituivano un mezzo indispensabile per inviare messaggi, qual è il messaggio che voi inviate oggi? L'attività fisica si svolge oggi prevalentemente in spazi chiusi dove non solo l'aria è condizionata ma l'esercizio stesso è condizionato dal raggiungimento dell'obiettivo prefissato e quando non lo raggiungiamo lo stesso riproduce se stesso attraverso un senso di frustrazione per l'insuccesso. Voi non state portando alcun messaggio sano quanto piuttosto usate l'attività fisica prevalentemente per motivi estetici e talvolta per vanità prestativa, e tutto questo perchè regna in voi l'esigenza di stare al passo coi tempi, di vincere delle sfide, di raggiungere mete, ma soprattutto per sconfiggere lo stress. Siamo pieni di attaccamenti e dipendenze, perfino la palestra diviene un luogo da cui dipendere e la sola idea di mancare un allenamento genera in noi un senso di insoddisfazione. L'uomo non si libera delle cattivi abitudini ma si dimentica di esse per il periodo stesso dell'allenamento, egli passa da un luogo chiuso all'altro portando sempre con sé sempre le stesse dinamiche: attaccamenti, stress, preoccupazioni, obiettivi ed ansia. Spesso poi i cosiddetti club vengono vissuti per socializzare, per costruire relazioni interpersonali che nella maggior parte dei casi avvengono ormai tramite la rete, quand'è l'ultima volta che avete conosciuto una persona per strada, o in una piazza pubblica? L'uso dei cellulari ha spersonalizzato l'individuo che anche durante l'allenamento rimane connesso al mondo che voleva lasciare fuori, vi hanno mai insegnato che quando si cucina si cucina e quando si medita si medita? L'essere umano fugge da ciò che gli fa paura ecco perchè tutti vivono fuori da se stessi, tuttavia esso porta dentro di sé tutte le conseguenze della vita stressante di oggi da cui pare non riuscire o non volersi liberare. Le persone comunicano, il vostro corpo comunica con voi stessi, vi dà delle sollecitazioni ma voi non lo ascoltate; le persone comunicano senza che vi sia un reale dialogo che viene frainteso con il confronto e lo scontro. Quello che noi ci proponiamo è quello di portare fuori le persone da tutto questo con un atteggiamento generale differente nella rivalutazione e nel riappropiarsi dello spazio perduto. I parchi, i giardini, sono l'unico paesaggio reale e vero che ancora abbiamo a disposizione, la natura scandisce il tempo di ogni divenire, ogni stagione lascia che la stagione successiva avvenga senza opposizione alcuna, l'uomo deve imparare a vivere serenamente ogni stagione della sua vita e riabbracciare la natura delle cose. L'abbraccio ci permette di diventare un tutt'uno con quest'ultima ma l'abbraccio è soprattutto segno di apertura e voglia di accogliere l'altro. E’ stato scientificamente provato che lo sport all’aria aperta non solo dà una sensazione di maggiore rivitalizzazione, energia e buon umore, ma riduce anche la tensione, l’irritabilità e i sintomi depressivi. L’attività fisica non deve essere solo finalizzata al raggiungimento dell'obiettivo che è intrinseco nell’attività stessa ma deve diventare consapevolezza del momento, comprensione ed unione con la natura e conoscenza dell'altro. Lo spazio aperto è capacità stessa di riaprirsi al nuovo attraverso l'incontro reale e la curiosità per l'altro stesso. Dobbiamo tornare a socializzare con i nostri simili attraverso forme semplici e dirette senza mediazioni virtuali, ma soprattutto dobbiamo ricominciare a farlo all'aria aperta. Ovviamente ogni attività sportiva deve tenere conto delle problematiche individuali ma il desiderio di lavorare con e insieme al gruppo è il punto di partenza. Sfidando i malsani comportamenti e le nostre chiusure impariamo a vivere l'attività fisica come puro divertimento. In tutto questo l’esperienza dell’abbraccio diviene parte integrante del nostro progetto se tutto non può e non vuole iniziare con un abbraccio perché voi non lo volete, bene allora sappiate che ogni cosa terminerà con un abbraccio, l’abbraccio con voi stessi, con la natura ma anche l’abbraccio degli altri. Alcuni studiosi sostengono che la soglia minima per essere più sani, più felici e di godere di migliore relazioni è di otto abbracci al giorno, bene noi vogliamo abbracciare ogni cosa. L’abbraccio permette al corpo di produrre e rilasciare grandi quantità di ossitocina, quest’ultima è un neuropeptide, prodotto dalla ghiandola pituitaria, un ormone naturalmente presente nel nostro corpo, con incredibili e potenti proprietà salutari. Il semplice atto di abbracciare è quindi un modo efficace non solo per creare un legame con gli altri, ma anche per rafforzare il nostro stato fisico ed emotivo e la nostra salute in generale, soprattutto con gli abbracci si abbassano i livelli degli ormoni dello stress, in particolare del cortisolo. Simona Oberhammer spiega bene questo passaggio affermando: L'abbraccio è uno spazio della dimensione dell'anima. Quando abbracciamo non parlano solo le nostre mani, le nostre braccia, il nostro petto ma parla soprattutto il nostro modo di essere. L'abbraccio racconta della nostra sicurezza o del nostro imbarazzo,racconta della nostra passione lasciata fluire o di quella trattenuta, racconta della nostra capacità di lasciarci andare o della nostra paura a svelarci, racconta del nostro amore lasciato fluire o di quello imprigionato da qualche parte nel nostro cuore. Quando abbracciamo è la nostra essenza che parla, le sue parole sono quelle del cuore, della passione, delle emozioni. È un linguaggio di pelle e di alito, di tatto e di olfatto. È un linguaggio che parla le parole nascoste del corpo, che svela i segreti dell'anima… che parla le parole nascoste del corpo, che svela i segreti dell'anima…