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IL PENSIERO DI KRISHNAMURTI IN SINTESI

  • Massimo Mannarelli
  • 3 mar 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

L’uomo ha costruito dentro di sè delle immagini come barriera di sicurezza – immagini religiose, politiche e personali, che si manifestano come simboli, idee, credenze. Il fardello di queste immagini domina il pensiero dell’uomo, le sue relazioni e la sua vita quotidiana. Tutti i nostri problemi sono causati da queste immagini che hanno il potere di dividere l’uomo dall’uomo.

La percezione dell’esistenza è, quindi, modellata dai concetti già presenti nella nostra mente. Il contenuto della coscienza costituisce l’ intera esistenza dell’uomo. L’individualità è il nome, la forma, la cultura superficiale che egli acquisisce dalla tradizione e dall’ambiente. L’unicità dell`uomo non risiede nel superficiale, ma in una completa libertà dal contenuto della sua coscienza, che è comune all’umanità intera. L’uomo non è quindi un individuo.

La libertà non è una reazione, non consiste nel poter scegliere. Siccome può scegliere, l`uomo crede di essere libero. La libertà è pura osservazione senza alcuna direzione, senza la paura legata a premi e punizioni. La libertà non ha motivazione; la libertà non si trova alla fine del percorso evolutivo dell’uomo, ma rappresenta il primo passo della sua esistenza. Osservando, si comincia a scoprire la mancanza di libertà. La libertà va trovata nella consapevolezza senza scelta della nostra vita e delle nostre attività quotidiane.

Il pensiero è tempo; il pensiero nasce dall’esperienza e dalla conoscenza, che sono inseparabili dal tempo e dal passato. Il tempo è il nemico psicologico dell’uomo. Le nostre azioni si basano sulla conoscenza e quindi sul tempo, perciò l’uomo è sempre schiavo del passato. Il pensiero sarà sempre limitato e per questo viviamo in conflitto e lotta costanti. Non esiste l’evoluzione psicologica.

Quando l’uomo diventa consapevole del movimento dei propri pensieri, vede la divisione fra pensatore e pensiero, fra osservatore e osservato, fra colui che sperimenta e l’esperienza. Scopre che questa divisione è un’illusione. Solo allora c’è pura osservazione, che è insight senza alcuna ombra del passato o del tempo. Questo insight senza tempo produce una profonda e radicale mutazione nella mente. La negazione totale è l’essenza del positivo. Quando c’è la negazione di tutto quello che il pensiero ha generato psicologicamente, solo allora c’è amore, che è compassione e intelligenza.

“La verità è una terra senza sentieri”. L’uomo non la può raggiungere attraverso alcuna organizzazione, credo, dogma, prete o rito e neppure tramite alcuna conoscenza filosofica o tecnica psicologica. Deve trovarla tramite lo specchio della relazione, tramite la comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con l’analisi intellettuale o la dissezione introspettiva.

La verità può essere scoperta solo di momento in momento, non ha continuità. La mente, che è frutto del tempo, vorrebbe scoprirla; ma può funzionare soltanto nell’ambito del tempo e quindi non è capace di trovarla.

La mente deve conoscere se stessa; non c’é un “io” separato dalla mente che possa conoscere la mente. La mente non è separata dalle proprie qualità, proprio come le qualità di un diamante non sono separate dal diamante stesso. Se volete capire la mente non potete basarvi sulle idee di qualcun altro; dovete osservare per conto vostro come funziona. Solo quando vi rendete conto di come la vostra mente ragiona e dei suoi desideri, delle sue motivazioni, delle sue ambizioni, dei suoi obiettivi, della sua invidia, della sua avidità, della sua paura, allora la mente ha la possibilità di andare al di là di se stessa. E se lo fa, scopre qualcosa di assolutamente nuovo, si imbatte in una qualità che fa esplodere in lei una straordinaria passione, un tremendo entusiasmo che portano con sé una profonda rivoluzione interiore.

 
 

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